ITINERARI ED ESCURSIONI

Da Casale Camalda partono e passano diversi sentieri, tutti agevoli ed estremamente interessanti dal punto di vista naturalistico, storico e paesaggistico.
Tre diversi percorsi dal Casale, derivati da stradelli e sentieri storici frequentati nei secoli da boscaioli, pellegrini, carbonai, contadini e briganti, raggiungono in breve il Monastero di Camaldoli allacciandosi alla rete sentieristica delle Foreste Casentinesi, che vanta più di 800 km di sentieri ben segnalati.
La sala di consultazione naturalistica-escursionistica del Casale Camalda offre un'ampia documentazione per esplorare e approfondire la visita al Parco Nazionale e a tutto il territorio del Casentino, alta valle dell'Arno.

SENTIERO CAMALDA: Un percorso attrezzato che parte ed arriva in azienda (anello di circa 4 Km) a tema naturalistico/storico-rurale.

AGRITURISMO CASALE CAMALDA

AGRITURISMO CASALE CAMALDA

AGRITURISMO CASALE CAMALDA

AGRITURISMO CASALE CAMALDA

Luoghi di interesse

Centri Visita tematici del Parco Nazionale (11 in tutto,i più vicini sono Badia Prataglia a 8 Km
e Serravalle a 4,5 Km)
Torrente con cascata e pozze balneabili a 15 minuti di cammino.
Musei forestali della flora e della fauna a Camaldoli e Badia Prataglia.
Camaldoli: Eremo e Monastero (secolo XI-XVIII) con antica farmacia speziale - 6,5 km
La Verna: Convento-Santuario francescano (sec. XIII-XVI) - 28 km.
Castelli medievali a Poppi, Romena, Porciano, San Niccolò, Gressa.
Pievi romaniche a Romena, Strada, Sòcana, Stia, Montemignaio.
Santuari rinascimentali di Santa Maria del Sasso (12 km) e Santa Maria delle Grazie (22 km).
Vallombrosa: Abbazia e foresta (35 km)

Borghi storici di grande interesse: Poppi, Strada, San Niccolò, Sarna, Stia, Pratovecchio, Serravalle, Quota, Raggiolo, Bibbiena e molti altri.
Città d'arte facilmente raggiungibili: Firenze, Arezzo, Sansepolcro, Cortona, Ravenna, Siena, Perugia, Assisi, Urbino.

PERCORSI

Tre itinerari a piedi adatti a tutti, partendo da Casale Camalda, per raggiungere il Monastero di Camaldoli e il collegamento con la rete sentieristica del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna.

ITINERARIO A (Colore Giallo)

Dislivello in salita: mt. 224
Dislivello in discesa: mt. 86
Distanza e tempo: 5,850 km – 2 h.
Da Casale Camalda (mt.678) s’imbocca la carrareccia che parte a sinistra del cancello dell’orto. Il tracciato ricalca il sentiero CAI n° 68/A e le segnalazioni su alberi e pietre sono bianco-rosse. Arrivati ai ruderi dell’antica casa colonica de “I Prati”(mt.703), volendo, si può fare una piccola digressione svoltando a sinistra prima della casa (in discesa) per raggiungere una grande radura dove, avvicinandosi in silenzio e con un po’ di fortuna, è possibile osservare animali selvatici al pascolo (al mattino presto e al tramonto soprattutto si vedono cervi, caprioli, daini e cinghiali).
Superati i ruderi de “I Prati” si sale fino al valico di Frèggina (mt.745) dove il sentiero inizia a scendere tra pascoli recintati a sinistra e rimboschimenti di pino silvestre e pino nero a destra. Dopo circa 300 mt. occorre imboccare il sentiero che svolta a gomito a destra (CAI n°68); proseguendo dritto invece si arriverebbe al paese di Frèggina. Ora il percorso è frequentemente segnalato dal CAI e velocemente si superano alcuni punti panoramici sulla valle delle Barberine, i terreni e i boschi del Casale Camalda ed il paese di Serravalle.
Dopo la sorgente di Fonte del Gallo (mt.775) si sale fino a raggiungere la Maestà di Cerreta (mt.902) punto di sosta turistico con tavoli e panche. Facendo bene attenzione a non incamminarsi sulla strada asfaltata che lì inizia, si volta a destra per un ampio sentiero segnalato anche da cartelli di legno che indicano “Prato al Tiglio” e “Camaldoli” (quest’ultimo spesso divelto e quindi a volte assente).
abete
cervo Dopo qualche centinaio di metri si arriva alla vecchia colonia estiva di Cerreta (mt.877), ora abbandonata e recintata, si prosegue per circa 50 metri e sulla sinistra si prende un piccolo sentiero in salita segnalato dalla freccia di legno indicante “Camaldoli”. Altre  frecce uguali guideranno fino ad imboccare il sentiero finale in discesa (al bivio successivo tenere la destra) che porterà fino al Monastero, passando attraverso bei boschi di faggio,castagno ed altre specie.
I più esperti noteranno a terra ogni tanto tracce ancora ben evidenti di antiche carbonaie.Nell’ultimo tratto nei pressi della recinzione del campeggio occorre seguire le numerose frecce indicatrici in legno per “Camaldoli” e in breve, attraverso un superbo castagneto secolare, si giunge al Monastero di Camaldoli (mt. 816).
Di assoluto interesse è la visita al complesso monastico che comprende la chiesa, due chiostri, la foresteria, la libreria con il commercio equo e solidale e l’antica farmacia.
Volendo proseguire per l’Eremo (mt.1111) basta seguire il ben segnalato sentiero e calcolare circa altri 45 minuti/un’ora. Per il ritorno si possono seguire i nostri itinerari B o C.
(Per ritornare con il “C” imboccare il sentiero CAI  n° 68/A, che parte a lato del parcheggio quasi di fronte alla pensione ristorante e segnalato in bianco e rosso. Il ritorno col “B” coincide fino a Cerreta con l’ “A”, appena percorso in senso contrario).
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ITINERARIO B (colore arancio)

Dislivello in salita: mt. 224
Dislivello in discesa: mt. 86
Distanza e tempo: 4,125 km – 1,20 h.

upupa Da Casale Camalda (mt.678) si prende la mulattiera che inizia sul retro della piccola casetta staccata dal corpo principale del fabbricato poderale (antico essiccatoio delle castagne). Si percorre in salita il crinale che aggira il frutteto fino ad arrivare ad un bivio dove un cartello in legno indicante “Cerreta-Camaldoli” segnala di svoltare a destra.Si sale tra alti arbusti e cespugli di ginestre, rose canine e ginepri, sempre seguendo i cartelli indicatori uguali al precedente, sino a giungere su un crinale panoramico dove la vista spazia sul massiccio del Pratomagno e l’Alpe di Catenaia.Proseguendo si attraversano boschi cedui di cerri e roverelle, pinete di pino nero e formazioni di douglasie finchè si entra in una cerreta ad alto fusto con sporadiche presenze di castagni, abeti bianchi, douglasie e altre latifoglie e dove il sentiero conduce direttamente, avendo cura all’ultimo bivio di tenere la destra che sale, al Vivaio forestale di Cerreta (mt.858).
Qui il sentiero diventa uno stradello forestale e lo si percorre, tra maestosi esemplari di douglasie e cedri dell’Atlante, fino alla Maestà di Cerreta (mt.902), punto di sosta turistico con tavoli e panche.Da qui in poi il percorso si sovrappone con l’itinerario A (colore giallo). Facendo bene attenzione a non incamminarsi sulla strada asfaltata che lì inizia, si volta a destra per un ampio sentiero segnalato anche da cartelli di legno che indicano “Prato al Tiglio” e “Camaldoli” (quest’ultimo spesso divelto e quindi a volte assente).Dopo qualche centinaio di metri si arriva alla vecchia colonia estiva di Cerreta (mt.877), ora abbandonata e recintata, si prosegue per circa 50 metri e sulla sinistra si prende un piccolo sentiero in salita segnalato dalla freccia di legno indicante “Camaldoli”. Altre frecce uguali guideranno fino all’imbocco del sentiero finale in discesa (al bivio successivo tenere la destra) che porterà fino Monastero, passando attraverso bei boschi di faggio, castagno ed altre specie. faggiofoto
Nell’ultimo tratto nei pressi della recinzione del campeggio occorre seguire le numerose frecce indicatrici in legno per “Camaldoli” e in breve, attraverso un superbo castagneto secolare, si giunge al Monastero di Camaldoli (mt. 816). Di assoluto interesse è la visita al complesso monastico che comprende la chiesa, due chiostri, la foresteria, la libreria con i prodotti del commercio equo e solidale e l’antica farmacia. Volendo proseguire per l’Eremo (mt. 1.111)  basta seguire il ben segnalato sentiero e calcolare circa altri 45 minuti / 1 ora. (Per ritornare con il “C” imboccare il sentiero CAI n°68/a, che parte a lato del parcheggio quasi di fronte alla pensione ristorante e segnalato in bianco e rosso. Il ritorno con l’ “A” coincide fino a Cerreta con il “B”, appena percorso in senso contrario.

 

ITINERARIO C (Colore Verde)

Dislivello in salita: mt. 138
Lunghezza complessiva: 3,150 km
Tempo di percorrenza: 1,15 h.

Da Casale Camalda (mt.678) scendere sulla strada ghiaiata principale per 300 metri fino alle Case Castagnoli e imboccare il sentiero (CAI n°68/A) che costeggia a sinistra gli abitati rurali.
Arrivati ad una fonte, il sentiero svolta a destra iniziando a salire e, oltrepassata una piccola casa colonica, dopo una curva a sinistra si mantiene in quota con dolci saliscendi tra cerri, roverelle e cespugli di rovi, ginestre e rose canine.
Giunti ad una brusca svolta a sinistra l’ambiente è mutato: inizia qui infatti un bosco con grandi e secolari castagni curati in passato dai monaci camaldolesi. Proseguiamo sempre dritti sul percorso pianeggiante direzione ovest tra i grandi castagni, fino a giungere su uno stradello ghiaiato in località Prato al Tiglio (mt.724).
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Imboccato lo stradello si sale verso sinistra per circa 350 metri poi si prosegue in leggera discesa  e, dopo circa 1,5 km, dopo aver incontrato prima un campo sportivo e poi un guado non troppo agevole a causa di una frana, si giunge proprio sotto la grande mole del Monastero di Camaldoli (mt.816). Di assoluto interesse è la visita al complesso monastico che comprende la chiesa, due chiostri, la foresteria, la libreria con i prodotti del commercio equo e solidale e l’antica farmacia.
Volendo proseguire per l’Eremo (mt. 1111) basta seguire il ben segnalato sentiero e calcolare circa altri 45 minuti/un’ora. Per il ritorno si possono seguire i nostri itinerari A o B, imboccandoli appena oltre il parcheggio quasi di fronte alla pensione-ristorante: oltrepassato il ponte sulla strada si prende subito a sinistra lo stradello chiuso dalla sbarra.
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IL SENTIERO CAMALDA

La civiltà rurale appenninica e il ritorno della natura.

- Percorso auto-guidato con 10 punti sosta -

L’itinerario ad anello parte ed arriva dal Casale Camalda attraversando per la maggior parte terreni che costituivano l’intera estensione del vecchio e storico podere. Il filo conduttore sarà la rievocazione di com’era questo territorio fino ad un recente passato, le trasformazioni del paesaggio avvenute dopo l’abbandono e il reinsediamento “in punta di piedi” di una piccola azienda biologica nel contesto di un Parco Nazionale.

Verranno esaminati anche diversi aspetti della flora e della fauna di quest’area, oggi parte di una grande zona protetta che nel suo complesso abbraccia la dorsale appenninica sui due versanti dal Sacro Monte de La Verna fino al Monte Falterona.

Il primo tratto del percorso è arricchito da cartellini botanici che indicano il nome corrente e quello scientifico delle principali specie arboree ed arbustive presenti.

Il libro “Casale Camalda – Un antico podere della montagna casentinese tra passato e presente” (link), esplicativo anche del percorso e dei 10 punti d’osservazione, è a disposizione dei visitatori e degli ospiti dell’agriturismo.

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